Eriksson: "Incontrai il genio del calcio più grande di tutti, fece arrabbiare Vialli"

L'ex allenatore della Sampdoria, Eriksson, raccontò nella sua autobiografia i suoi trascorsi sulla panchina della compagine doriana.
Il compianto Sven-Göran Eriksson, nella sua autobiografia "A beautiful game", racconta la sua grande esperienza sulla panchina della Sampdoria, da direttore tecnico della compagine ligure, dove riuscì a vincere anche la Coppa Italia nella stagione 1993-1994.
Il tecnico scomparso qualche mese dopo una lunga malattia, evidenziò la grandezza di un giocatore in particolare: "Con la Sampdoria rimproverava tutti riguardo a tutto, ma ogni venerdì portava tutta la squadra, giocatori e dirigenti, a cena nello stesso raffinato ristorante di pesce. Quando era in campo, vedeva le cose più velocemente di quanto facessi io, e veniva spesso da me sul pullman per discutere la tattica mentre andavamo o tornavamo dalle partite".
Poi evidenzia: "E' alla Sampdoria che incontrai il genio del calcio più grande di tutti: Roberto Mancini. Il proprietario Paolo Mantovani mi chiamava sempre il giorno prima della partita, chiedendomi se Mancini avrebbe giocato. Alla fine domandai al capo come mai volesse sapere di Mancini. "Perché allora sarò lì a guardare", rispose. L’altra grande stella della squadra, Gianluca Vialli, alla fine lo venne a sapere. Si arrabbiò e andò a incontrare il presidente. Perché chiede solo se Mancini giocherà? Perché non chiede se giocherò io?". Mantovani rispose all’istante: "Perché tu sei il tizio che corre e fa goal. Quello che fa Mancini è arte. Quando lui ha la palla, non sai mai cosa farà dopo". Ma erano ugualmente importanti per la squadra. Gianluca correva come un matto e riusciva a segnare...".








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